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punti salienti del manifesto “io leggo”

dal manifesto “io leggo”:

io leggo perché ho preso il vizio.

io leggo perché non ho altro da fare.

io leggo perché siamo in pocə.

io leggo perché ho tempo.

io vorrei leggere di più.

io te lo leggo negli occhi.

io leggo veloce.

io leggo a voce alta.

io leggo perché non mi piace alzare la voce.

io leggo per addormentarmi.

io leggo per sognare.

io leggo le carte.

io rileggo.

io vorrei leggere tutto d’un fiato.

io leggo anche i bugiardini dei medicinali.

io leggo che è un piacere.

io leggo in piedi, a letto, in metro, in sala d’attesa, in ascensore, a tavola, al cesso.

io leggo e annoto, sottolineo, segno.

io leggo di nascosto.

io leggo per dispetto.

io leggo perché scrivo.

io scrivo perché leggo.

io leggo perché cresco.

io leggo perché questo mondo non mi piace.

io leggo per cambiarlo.

io leggo per evadere.

io leggo perché sono vivo.

io sono vivo perché leggo.

io leggo quando c’è una storia.

io guardo le figure.

io salto le pagine.

io leggo perché mi faccio un’opinione.

io leggo perché un’opinione ce l’ho già.

io leggo nel pensiero, negli occhi, nel futuro (talvolta).

io leggo e mi innamoro!

io leggo per sedurre.

io leggo per saperne di più sugli altrə.

io leggo e qualche volta rido, qualche volta piango.

io leggo e ci penso su.

io leggo e approvo. qualche volta no.

io leggo perché c’è chi vorrebbe proibirlo.

io leggo perché almeno imparo qualcosa.

io leggo perché non mi costa niente.

io leggo perché mi diverto, mi rilasso, mi sfogo.

io leggo quel che mi pare perché mi piace.

io leggo perché sento che mi fa stare bene.

io leggo punto e basta.

io leggo e questo è un circolo di lettorə.

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VOGLIAMO TUTTO

Se la destra vuole cancellarci, noi gridiamo più forte il nostro Programma per celebrare compagnə, amantə, amicə, vivə e mortə, anche «per far l’amore e mettere in scena spettacoli e poesie oscene fuori da ex prigioni vuote». Quella che segue è quindi una bibliografia queer sempre in aggiornamento: 

Qualcosa di inaspettato – I miei affetti, i miei valori, le mie passioni

Ecco il solito mio collage di citazioni e collegamenti notevoli dal libro della fu Margherita Hack; per chi, come il sottoscritto, guarda il cielo sopra di me e quello che i libri dicono dentro di me:

«Ho letto alcuni romanzi di D’Annunzio, ma solo perché non erano adatti ai bambini e i miei li avevano nascosti sugli scaffali più alti.» p. 23

Osservatorio Astrofisico di Arcetri

Le nebulose e gli universi-isole

Annales d’Astrophysique

Sterrewacht Sonnenborg

Bulletin of the Astronomical Institutes of Netherland

Stellar Spectroscopy

Astrophysical Journal

Memorie della società astronomica italiana

European Southern Observatory

INAF

«Mussolini instaurò una sorta di dittatura morbida, all’italiana appunto, in cui la gente era libera di girare e di continuare a vivere come aveva sempre fatto, contestazione politica a parte.» p. 86

«Del resto le mie idee politiche sono state sempre legate agli ideali. Ho sempre aspirato a una politica che vada incontro a chi è più debole, a chi ha bisogno; una politica che migliori la società, che permetta a tutti quelli che hanno le capacità di avere in partenza le stesse opportunità indipendentemente dalle proprie origini familiari; una sanità efficiente per tutti, così come una giustizia, che non mandi in galera solo i ladri di polli e i piccoli spacciatori, lasciando libero chi ruba miliardi.» p. 93

«La pigrizia mentale porta a trascurare le cose strane: si tende sempre a cercare conferme e l’inaspettato è visto come fonte di preoccupazione.» p. 99

«Fare ricerca è proprio questo: capire cosa c’è sotto e poi raccontarlo agli altri.» p. 100

«Anche se nell’affrontare una ricerca è importante conoscere quello che è stato fatto in precedenza, non si dovrebbero mai accettare acriticamente le opinioni o le indicazioni altrui, nemmeno quando provengono da persone altamente qualificate.» p. 110

Zeitschrift für Astrophysik

Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

Astronomy and Astrophysics

Unione Astronomica internazionale

Esa

«Lo scienziato che fa ricerca pura si interessa al valore della scoperta in sé ed è guidato dalla curiosità di scoprire i principi che regolano l’universo e le leggi della materia.» p. 145

ASI

Cern

European Science Foundation

Cicap

L’Astronomia” sul modello dell’americana “Sky and Telescope”

Le stelle”

Festival della Scienza di Genova”

Festival delle Scienze di Roma”

«Ciò che mi dà parecchia noia è il sentire: “Ma quella non è l’astrologa?”» p. 160

Seti

«Affidarsi alla razionalità scientifica come strumento d’interpretazione della realtà non significa pensare che la scienza sia un’impresa perfetta, immune da colpe o da responsabilità. Tutti gli scienziati lo hanno capito molto bene dopo il lancio delle due bombe atomiche sul Giappone.» p. 180»

«L’infinito che turba molte persone, non è nient’altro che un concetto geometrico, come lo sono il punto o la retta.» p. 185

«…si può anche pensare che l’universo sia infinito nel tempo e nello spazio, che sia sempre esistito, e che il cosiddetto inizio sia stato solo un cambiamento delle sue condizioni fisiche: una liberazione di energia che lo ha portato a espandersi, a diminuire gradualmente la sua temperatura e densità…» p. 188

  1. I PIEDI PER TERRA

«Grazie all’esempio ricevuto in casa ho imparato che non può esistere la libertà senza senso di responsabilità.» p. 191

«Per questa mia predisposizione a sperare comunque in un futuro migliore, qualche volta sono stata accusata di essere un’utopista. Ma perché il desiderare di dare a tutti le stesse possibilità deve essere considerata un’utopia?» p. 193

«Come se non bastasse, facciamo finta di non vedere i segnali che mostrano come questo fragile equilibrio stia per rompersi.» p. 197

{consiglio inoltre Adrian Fartade che consiglia Zooniverse}

Giacomo minestrone: fa bene alla digestione

come spesso capita, traggo ristoro dai Canti dell’egregio Giacomo Taldegardo Francesco Salesio Saverio Pietro Leopardi, indi ne faccio macedonia:

«come cadesti o quando
da tanta altezza in così basso loco?
né v’è chi d’onorar ti si convegna.

e piangi e di te stessa ti disdegna;
se di codardi è stanza,
meglio l’è rimaner vedova e sola.

né schermo alcuno ho dal dolor, che scuro
m’è l’avvenire, e tutto quanto io scerno
e tal che sogno e fola
fa parer la speranza.

I danni e il pianto
della virtude ea tollerar s’avvezzi
la stirpe vostra
dunque degli empi
siedi, Giove, a tutela?

oh casi! oh gener vano! abbietta parte
siam delle cose; in peggio
precipitano i tempi; e mal s’affida
a putridi nepoti la suprema
de’ miseri vendetta.

Vissero i fiori e l’erbe,
vissero i boschi un dì.

Prole negletta
nascemmo al pianto; over per poco
il cor non si spaura. Che travagliosa
era mia vita; ed è, né cangia stile,
o mia diletta Luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore.

di che speranze il core
vai sostentando? era quel dolce
e irrevocabil tempo, allor che s’apre
al guardo giovanil questa infelice
scena del mondo; così de’ bruti
la progenie infinita, a cui pur solo,
né men vano che a noi, vive nel petto
desio d’esser beati;

havvi chi le crudeli opre di marte
si elegge a passar l’ore; e nel fraterno
sangue la man tinge per ozio; ed havvi
chi d’altrui danni si conforta, e pensa
con far misero altrui far se men tristo,
sì che nocendo usar procaccia il tempo.

ti faccia un tempo
la favilla che il petto oggi ti scalda,
di poesia canuto amante.

Con quali ordini e leggi, a che si volva
questo arcano universo; il qual di lode
colmano i saggi, io d’ammirar son pago.

In questo specolar gli ozi traendo
verrò: che conosciuto, ancor che tristo,
ha suoi diletti il vero.»

decco, due collegamenti per chi cercasse Testi Originali e/o il Digital Zibaldone;

«…L’utile non è il fine della poesia benché questa possa giovare. …»

Cruising Utopia

Così come Nero edizioni è sempre un’ottima idea, altrettanto lo è Not; esploriamo quindi quel che José Esteban Muñoz tratteggiò come Utopia Frocia: un’UFro!

2023, IL QUEER NON È ANCORA FROCYO? «il queer è ovunque, ma la ricchionaggine resta un ideale.»

Ma cosa intende Muñoz con ‘cruising’? Magari potrebbe essere un «provincializzare il queer»: provincializzare quell’ente dinamico frocyo che inciampa, «mostrando che qualcosa manca, o sfugge, qualcosa eccede» dentro «modalità di conoscenza intermediali e associative». Quindi «L’estetica frocia mappa le future relazioni sociali» che poggiano su coscienze storiche = questa è la tesi.

Svolgimento: argomentare per associazioni e annotare reperti secondo un «pensiero fenomenologico e marxiano»
+ «fare cruising nei campi del visuale e del non proprio visuale, sforzandosi di vedere nell’illuminazione anticipatoria dell’utopia
+ «mobilitare una futurità collettiva» perché il presente non è abbastanza e perché «il queer una forma non la prenderà neanche. La forma della frocya è l’utopia.»

Reperti frocy:

Cosa vogliamo, in cosa crediamo – Manifesto del gruppo Third World Gay Revolution (1970)

John Giorno, nell’irreperibile reperto You got to burn to shine, ma non solo, recita la parte di quello che dissemina la cultura del sesso in pubblico (ussignorah miah, che Vergognah!)

Eighteen Happenings in Six Parts, o la frammentazione dell’esistere;

Swallow Your Pride: «Più mi invecchio, più mi diverto a essere un po’ camp con le mie amiche»

Kiki & Herb: vivere di camp

One Art – Elizabeth Bishop : poesia o «un’introduzione all’autorappresentazione queer o al divenire queer»

Kevin Aviance – Cunty: per sentirsi cuntytamente frocy;

e una retrospettiva sulla “forma d’arte deambulante” Leigh Bowery.

Insomma, l’UFro è «il piacere/jouissance di essere checca e fighetta che [gli womini] non possono concedersi nella vita quotidiana.»

Per l’UFro«Conta perdersi nel ballo o usare il ballo per perdersi.»

«È importante non consegnare la futurità al futurismo riproduttivo bianco e normativo.»

«L’utopia non è prescrittiva; visualizza i progetti potenziali di un mondo che non è proprio qui; è un orizzonte di possibilità, non uno schema fisso.»

GuardaLa:

Carmelita Tropicana,

Vaginal Davis,

Isaac Julien,

«Le performance migliori non scompaiono, ma piuttosto persistono nella nostra memoria, infestano il nostro presente e illuminano il nostro futuro.»

Sulle note di Last Night a DJ Saved My Life

o nella testimonianza di Fertile La Toyah Jackson

«La posizione delle immagini, le une accanto alle altre, parla a quelle soggettività che viaggiano attraverso una porta a vento tra coordinate temporali e spaziali.»

Per un’estetica un po’ più punk: Darby Crash & the Germs;

l’Arte Postale di Ray Johnson in corrisponDanza con Jill Johnston; ti pare poco?

Impariamo How to Draw a Bunny e formiamo una comune come FLuxus;

intrallazziamoci con le movenze di Yvonne Rainer in Trio A o financo quelle di Merce Cunningham;

«Sebbene il mio racconto sia vero, ovviamente è anche fiction.» Tipo:

Flaming Creatures di Jack Smith;

la poesia di Frank O’Hara o LeRoi Jones o Edwin Denby;

l’arte visuale di Larry Rivers;

l’esistenza tragicamente frocya di Fred Herko, amato (come Lytton Strachey era amato da Virginia Woolf) dalla frocyarola Diane di Prima,

o le fiabesche finzioni di Samuel Delany 💜

«L’utopia ha una valenza positiva, quella di proiettarsi in avanti, e una funzione negativa, che è il lavoro della critica.»

«è importante immaginare altri modelli di presenza frocya nella sfera pubblica, venuti prima dei modelli attuali.»

«Secondo il mio orologio eravamo frocye prima ancora di essere lesbiche e gay

Ancora, le tracce artistiche di Luke Dowd «sono dei baluginî di come il valore sia sempre una finzione che sottoscriviamo collettivamente

La natura può essere una danza da Rainforest,

o una spirale di colori On Great Terrain.

«Il queer/frocyo come lirismo e modalità è pertanto potenzialmente trasformativo per l’ordine naturale, aprendo a nuovi orizzonti e alla vastità delle potenzialità.»

Vedi Jim Hodges che da ritagli e ciarpame ricava Arte;

mentre il lirico Félix González-Torres ideò Untitled (Orpheus Twice) ispirato da Laura Nyro.

«Il fallimento queer come rifiuto dei protocolli normativi della canonizzazione e della messa a valore, illustra bene la performatività frocya.»: ecco Democracy’s Body e i frammenti di Elaine Summers.

«Sicuramente secondo i criteri del tempo straight un drogato è un fallito. Le droghe sono un surplus che ti fa stare fuori, ti impediscono di contribuire allo sforzo produttivo del paese e al tempo in modo appropriato.»

quindi For Freddy, Fucking Again!

«Le accuse di infantilismo risuonano come uno dei molti modi di sminuire il queer, visto che destabilizza il comportamento e la temporalità straight.»

Quindi voglio guardare per intero Thirteen Most Beautiful Boys e poi immergermi in quel «fare qualcosa di magico» come The Palace of the Dragon Prince – Arte come Magia:

«Il presente infatti è pieno di mostri da sconfiggere, il che significa che investire sulle fiabe non è un’evasione dalla realtà, ma in un certo senso un modo di affrontarla.»

Costoro, tra altrə, sconfiggono i mostri della messa a valore dell’Arte:

Jack Smith

Dynasty Handbag – prima immersione dilettevole!

My Barbarian – attraggonmi assai i due maschi artisti!

Kalup Linzy – seconda immersione dilettevole!

Enfin, incoraggiamento: «L’amoreggiare nei boschi di Pagan Rights» «Esce dal copione, laddove il copione è il mandato per il quale le persone queer e ogni performer di una cultura minoritaria lavora non per sé ma per una gerarchia culturale distorta.» e così in The Golden Age, dove mybarbarian è la chiave.

daily prompt

qual è una cosa che cambieresti di te stesso?

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dunque parolastampa ha ricacciato un modo vecchio per farti scrivere dall’incirca il 2014, con la differenza che adesso il Suggerimento Quotidiano compare nella Casa; Suggerimento che trovo infinitamente più originale del commercialezzo “a cosa stai pensando?” voisapetedove. ahhhh, i bei tempi in cui tentavo di seguire i daily prompt; poi tutto è crollato ed è stato ricostruito e poi è crollato di nuovo e poi si è ricostruito e poi ogni tanto crolla qualche pezzo d’intonaco, ma si sa, le persone (nel senso di figure pubbliche) vanno manutenute, con lo stucco se necessario, e poi niente rimane mai lo stesso. ma ciancio alle bande: una cosa che cambieresti di me stesso è la Loquela: mai abituato a dialogare ad alta voce se non nella mia mente, e lì in fondo non c’è scampo se il contorno non aiuta. Per fortuna esistono Letteratura, Poesia, Musica e Arti a bizzeffe. E comunque meglio scrivere a mano.

Che cos’è una biografia linguistica

ripubblico questo interessantissimo pezzo sull’Autobiografia Linguistica come futuro promemoria di scrittura 🕉

Lusofilia

Uno degli esercizi linguistici più interessanti e stimolanti che possiamo fare, sebbene sia poco conosciuto, è quello della cosiddetta biografia o autobiografia linguistica. Ne hai mai sentito parlare?

L’autobiografia linguistica la possiamo definire come un processo di autoanalisi circa il proprio repertorio linguistico, ovvero una autoriflessione relativamente al nostro modo di parlare, che sia la cadenza o la scelta di specifici termini o l’uso di particolari espressioni. Più semplicemente, è la vita del nostro modo di parlare che, come noi, cambia e si trasforma per effetto delle cose con cui viene a contatto. In particolar modo, l’aspetto più interessante di questo esercizi è nella consapevolezza che si acquisisce successivamente al lavoro. Mi spiego meglio.

La linguistica è una scienza e come tale analizza al microscopio tutti i tasselli che la compongono. Tuttavia, se osserviamo la lingua da una prospettiva d’insieme di tutti i pezzettini del puzzle prenderemo…

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Quello che non vedrete mai sui libri – Il ‘fallo donna’

o mia dea, sempre siate lodatə 💜

Fiore Avvelenato

Nel Paleolitico e nel Neolitico il corpo di donna ritratto in modo naturalistico con il collo a forma di fallo era il modo accettato di raffigurare lo sviluppo della vita o il rafforzamento dei poteri di vita. Questo simbolismo ha un senso filosofico e non sessuale o pornografico.

La ‘Venere’ Mostruosa della Preistoria di Marija Gimbutas

I Nomi della Dea edito da Ubaldini Editore è una raccolta di ricerche di mitologi, antropologi, sociologi come Joseph Campbell, Riane Eisler, Marija Gimbutas, Charles Musès. I loro piccoli saggi dimostrano come quanto poco sappiamo della storia del genere umano e quanto una divinità non solo madre ma anche fluida, come del resto sono la maggior parte degli dèi antichi, fosse presente nella Preistoria fino alla comparsa dell’agricoltura. Penso sia fondamentale che le persone femministe e sex positive conoscano queste nozioni di antropologia, sociologia, mitologia e storia per avere radici solide per le loro…

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chi *mazzo voto il 25 settembre?

c’era un partito di sinistra
che segue come destra amministra
e invece di far rivoluzione
ritornò all’adulazione
e lasciò il popolo al bidone
quel destro partito di sinistra

finiamo orsù coi botti
meglio froci che corrotti
meglio troie che bigotti

~

il mio voto è utile perché io valgo

* sostituisci bilabiale nasale con occlusiva velare

La clericalata della settimana, 32: per Giorgia Meloni (FdI) “Dio, Patria e famiglia” è un “manifesto d’amore”

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso…

La clericalata della settimana, 32: per Giorgia Meloni (FdI) “Dio, Patria e famiglia” è un “manifesto d’amore”

che vit’emmerda 🤮