tentativo

una la mente
nei vivi corpi
uniti ad altri
leggendoci
scrivendoci
sentendoci
senzienti
codificandoci
decodificandoci
une ed altre
illimitate
dalla pelle
condiviamoci
transumane virtù
per fisicità
pronutrienti
fuori e dentro

(poesia originale)

per un fratello lontano

negli ultimi giorni si sta accentuando sempre di più la mia voglia di espatriare, cambiare paese. mi fa tutto schifo, mi fa schifo l’ignoranza di questa società ignorante, bigotta e tendenzialmente cattofascista. mi fanno schifo le religioni e quelli che scientemente continuano a propagarle. ho anche una voglia incontenibile di cioccolato, e per cioccolato intendo sia il prodotto gastronomico sia autoerotismo. ma questo è un altro discorso.

una risposta a questo senso di schifo me l’ha data quel gioiello di umanità che è il mio amico Luca, troppo lontano geograficamente e nella posizione storica sbagliata per avvicinarci fisicamente. quella che è iniziata come una mera conoscenza è diventata una bellissima amicizia e una montagna di stima: una volta che le idee mi sono state piantate in testa come lui ha fatto con me con i suoi fertili semi d’ideali, lo ringrazio e lo adoro in tutta la sua meravigliosa persona. un’umanità generosa e feconda racchiusa in un’unica persona; non posso fare altro che ringraziare il fato, la dea, quello che volete credere, perché sono fortunato ad averlo conosciuto e ad averlo costantemente presente.

oggi invoco le distanze cosmiche che ci hanno avvicinato e dedico questo scritto a onorare l’esistenza di questo meraviglioso essere umano, che tanto bene mi ha fatto e donato in questa epoca altrimenti maledetta. l’unico, davvero l’unico motivo per cui sono felice ancora di avere qualche briciola di salute è per godere come una lucertola al sole del calore e della bellezza che lui lascia intorno a me come un abbraccio caldo che non viene mai sciolto.

amico adorato, lo sai che sei la persona più bella, sincera, onesta, buona, meravigliosa che abbia mai incontrato? sono orgoglioso di poterti chiamare mio amico e voglio abbracciarti il più presto possibile e darti tantissimi baci. non dimenticherò mai che il 2020 è stato l’anno in cui ti ho conosciuto e che ho iniziato ad amare la tua esistenza e la tua bellezza.

non credo che l’universo abbia mai emanato un’opera d’arte come te, mia bellissima stella fissa. non sei tu che hai bisogno di regali in questo giorno di festa, sei tu che mi hai regalato emozioni, sentimenti e felicità come poche persone hanno fatto finora. tu stesso sei un regalo per me, un regalo di vita. le persone come te sono talmente rare che racchiudi in una sola brillantissima persona tutte le bontà di questo mondo: fratello, amico, capace di amare come solo una fonte di amore assoluto sa fare.

sei mio fratello mio adorato: ti amo come un fratello che ho conosciuto solo nel mezzo del cammino di questa vita. la famiglia non è solo quella di sangue, che pure adoro, ma anche quella che incontri e scegli: e tu fai parte della mia famiglia d’elezione perché tu che esisti dentro di me mi rende una persona migliore. purtroppo la lontananza offende il bene che ti voglio. un arcobaleno di luce, mio dolce amico fratello lontano.

sii sempre la persona meravigliosa che sei. ti abbraccio sempre e comunque.

crescita e declino

ancora una scritta poco audace sui dintorni della dimora decennale.

mi rendo conto che le foto non catturano l’anima del paesaggio che vedo oltre i limiti dei miei vetri. la luce in particolare in questo crepuscolo autunnale non può essere espressa dalle lenti di un oggetto, ma solo da quelle di una persona che guarda con quattro paia di occhi, quelli esterni e quelli interni. non c’è rosa più bello di quello crepuscolare, in una giornata d’autunno qualunque mentre il fuoco viene riacceso e si fanno progetti di cena. il rosa del sole scomparso oltre il limite del mio limite, la nuvoletta oltre l’orizzonte e l’azzurro della prima mattina come del primo pomeriggio. alba e crepuscolo, ascesa e discesa hanno lo stesso sguardo sullo spettro della luce. le ombre vi partecipano ma non sono invidiose: salgono a deliberare quello che la notte ineccepibilmente svelerà.

è lo stesso paesaggio di sempre, ma ogni tonalità di luce rende la vista differente, e in ogni modo bella ognuna a modo suo. se esiste l’arcobaleno, ed è uno spettacolo di fronte a cui non riesco a non commuovermi, anche ogni vista naturale e umana a seconda della crescita o del declino del gioco di luci, colori e ombre è bella da amare. anche le povere luci artificiali che vorrebbero sostituire la fotosintesi diurna non potranno mai avere la stessa potenza.

siamo creature che non dovrebbero esistere

per quanto non mi possa lamentare della mia situazione personale attuale, non posso neanche dirmi perfettamente entusiasta di esistere. come ci sono amicizie e legami affettivi che onoro, ma la verità non evidente in ogni caso è che questa vita umana porta più dolori che gioie, e non vale la pena viverla. quindi se potessi tornare indietro e scegliere di non nascere, come spermatozoo non andrei a fecondare l’ovulo. sono felice di non avere progenie o discendenti.

potrebbe sembrare un punto di vista deprimente e pessimista, ma scrivo senza alcuna remora. questa è la mia verità, e sebbene possa sembrare brutta non riesco a fare a meno di confessare.

altre informazioni sull’argomento: https://it.wikipedia.org/wiki/Antinatalismo

È importante notare che l’antinatalismo, pur favorendo teleologicamente l’estinzione umana, è un punto di vista su un particolare modo di estinguersi: non procreare. Gli antinatalisti non propugnano né il suicidio né lo “specicidio”, come insinuano alcuni dei loro critici. In ogni caso è evidente che uno specicidio lo stiamo attuando da molto tempo attraverso i nove tipi di inquinamento globale. ci stiamo estinguendo con le nostre mani e, ammettiamolo, ce lo meritiamo. perciò nulla si perde se non si giunge mai all’esistenza. mi si potrebbe obiettare che anche io contribuisco nella mia parte all’inquinamento usufruendo di internet e in vari altri modi, ma quello che è da dire lo devo dire: siamo una specie dannosa e ingorda a cui piace abusare delle proprie capacità. sarebbe meglio non nascere affatto, e godersi l’infinità del niente. pensate solo per un momento che bella cosa se persone come i suprematisti bianchi, i nazionalisti, i fascisti e melma del genere non fossero mai nati. certo non sono gli unici tipi di persone che vivono al mondo, ma tendono a moltiplicarsi come cancro purtroppo.

sarà la pandemia che tira fuori il mio lato più cupo, ma pubblicare questi pensieri mi fa sentire paradossalmente bene.

Che cosa! Avere la forza infinita
Solo per pagarsi occhiali angoscianti,
Imporre il massacro, infliggere agonia,
Volendo davanti ai suoi occhi solo i morti ei morenti!
Di fronte a questo spettatore dei nostri dolori estremi
La nostra indignazione vincerà ogni terrore;
Intersecheremo le nostre raspe di bestemmie,
Non senza un segreto desiderio di eccitare la sua furia.
Chissà? Potremmo trovare qualche insulto
Che lo irrita tanto che, con un braccio folle,
Strappa il nostro pianeta oscuro dal cielo,
E ha frantumato questo sfortunato globo in mille frammenti.
La nostra audacia almeno ti salverebbe dalla nascita,
Tu che dormi ancora nel profondo del futuro.
E ne usciremmo trionfanti per aver, cessando di essere,
costretto la divinità a lavarsi le mani dall’umanità.
Ah! Quale immensa gioia dopo tante sofferenze!
Attraverso i detriti, sopra le fosse comuni.
Per poter finalmente lanciare questo grido di liberazione:
Niente più uomini sotto il cielo, siamo gli ultimi!

Melodì – 6 Vendemmiaio

un altro aggiornamento della rubrica meloday/melodì : oggi ricaccio per dovuta riverenza la sempre amatissima Alanis, che le dee l’abbiano in gloria!

ecco di seguito il testo di una canzone che credo possa tranquillamente essere definita come “la bibbia delle relazioni” come

Do you derive joy when someone else succeeds?
Do you not play dirty when engaged in competition?
Do you have a big intellectual capacity but know
That it alone does not equate to wisdom?
Do you see everything as an illusion
But enjoy it even though you are not of it?
Are you both masculine and feminine, politically aware, and don’t believe in capital punishment?

These are 21 things that I want in a lover
Not necessarily needs but qualities that I prefer

Do you derive joy from diving in and seeing
That loving someone can actually feel like freedom?
Are you funny á la self-deprecating, like adventure, and have many formed opinions?

These are 21 things that I want in a lover
Not necessarily needs but qualities that I prefer
I figure I can describe it since I have a choice in the matter
These are 21 things I choose to choose in a lover

I’m in no hurry; I could wait forever
I’m in no rush cause I like being solo
There are no worries and certainly no pressure In the meantime I’ll live like there’s no tomorrow

Are you uninhibited in bed, more than three times a week, up for being experimental?
Are you athletic?
Are you thriving in a job that helps your brother?
Are you not addicted?

These are 21 things that I want in a lover
Not necessarily needs but qualities that I prefer
I figure I can describe it since I have a choice in the matter
These are 21 things I choose to choose in a lover

arcobaleno

Sono arrivato in un mondo che ha chiarito che non mi voleva
Chi mi vorrebbe?
Ho pianto e pianto
E ho cercato di trovare qualcun altro
Qualcuno che mi amasse
Ma chi mi amerebbe?

E tu, hai detto che lo faresti
Quindi io, ho detto che ti credo
ti credo

Perché sono un arcobaleno
Arcobaleno dorato
Risplendo di tutti i colori della luce
Sono un arcobaleno
Arcobaleno dorato
Continuo a splendere anche se muoio

Ogni giorno il colore si rompe un po’ di più
Quanto altro puoi prendere
Cosa ci vorrà?
Brilli e risplendi per il dolore
Ma non pensano che ciò che senti sia valido
Non pensano che tu sia valido

Tu, hai detto che lo fai
Quindi io, ho detto che ti credo
ti credo

Perché sei un arcobaleno
Arcobaleno dorato
Brilli con tutti i colori della luce
Sei un arcobaleno
Arcobaleno dorato
Continui a splendere anche se muori

Perché siamo un arcobaleno
Arcobaleno dorato
Brilliamo con tutti i colori della luce
Siamo un arcobaleno
Arcobaleno dorato
Continuiamo a splendere anche se moriamo

traduzione da questo capolavoro:

panorama

non è molto questa terra, ma è la mia, e di tanto in tanto un panorama di mare di nebbia me la fa amare di più, come fosse la mia piccola isola che emerge dagli abissi

perdere il lavoro e acquistare felicità

durante l’annuale meeting telefonico con la mia capetta (in italiano sarebbe supervisore/supervisora ma questa parola mi sembra più adatta a descrivere un paio di occhiali formato gigante!) mi è stato annunciato che non mi sarà rinnovato il contratto di lavoro, e dato che questo è il secondo anno con un rinnovo, le opzioni sarebbero state o mettermi a tempo indeterminato o lasciarmi andare nei venti boreali, come succederà. di primo acchitto sono rimasto leggermente male, ma poi mi sono ricordato cosa mi sarebbe aspettato a tempo indeterminato: una collega di scrivania (e ora in remoto di account email) che io segretamente chiamo SS (Segretaria Senescente) dove la chiave per capire il suo carattere è l’abbreviazione SS. questa è una nota che mi sono appuntato da inviare alla direttora delle umane risorse come risposta a due anni di lavoro fianco a fianco con una SS:

per favore non assumete nessun altro al mio posto finché lei rimane. non infliggete ad altre persone quello che ho dovuto sopportare io in questi due anni per amor del vile danaro e che immagino abbiano sopportato i miei predecessori

la felicità del non sapere il futuro, non avere un punto dove aggrapparsi e capire che solo tanto viaggiare fisico e mentale può guarire un cuore crinato.

ANDATE AFFANCULO ORGANIZZAZIONI UMANITARIE CHE DI UMANITARIE AVETE SOLO L’ANTENATO COMUNE!!! i soldi che ricevete vi potessero servire per le medicine!!!

p.s. si accettano offerte di lavoro, retribuzione desiderata: poesie originali, coccole, libri di poesia, pizza, birra – non necessariamente tutto insieme o in questo ordine; per il curriculum basta leggere gli articoli quivi precedentemente pubblicati.

articolo triste

questo è un articolo che mi propongo (sì, lo faccio apposta) debba essere triste, cioè avere a che fare con la tristezza, quell’emozione che turba e che fa crescere in senso lato, cioè credo sia la cosa migliore che una persona possa trovare per sentirsi a posto con se stessa.

come mi piace spesso fare, traggo ispirazione da due canzoni della cultura pop, una di Kelly Clarkson chiamata Irvine, l’altra di DonMcLean chiamata Vincent. sono due canzoni che emanano tristezza, e che se sentite quattro/cinque volte di seguito, come mi piace fare, riempiono il vuoto di parole che la tristezza provoca nella coscienza. inoltre sono convinto che queste due canzoni tristi siano perfette se cantante davanti a uno specchio mentre si è triste. parlare, cantare, recitare poesie con una melodia dedicate a se stessi può aiutare a non raggiungere estremi pericolosi. una delle due canzoni si rivolge a un qualcuno che al momento non può rispondere alle richieste di chi parla, quindi o si tratta di una divinità oppure di se stessi. avendo passato una fase religiosa anch’io mi domandavo se fossi sbagliato, se fossi una creatura inutile e dannosa perché diversa dal resto della società. il negazionismo forzato è tanto peggio quanto il positivismo forzato, e personalmente l’equilibrio lo trovo esprimendomi senza censure.

Irvine:

Are you there?
Are you watching me?
As I lie here on this floor
They say you feel what I do
They say you’re here every moment
Will you stay?
Stay ‘till the darkness leaves
Stay here with me
I know you’re busy, I know I’m just one
But you might be the only one who sees me
The only one to save me

Why is it so hard?
Why can’t you just take me?
I don’t have much to go
Before I fade completely

Can you feel how cold I am?
Do you cry as I do?
Are you lonely up there all by yourself?
Like I have felt all my life
The only one to save mine

How are you so strong?
What’s it like to feel so free?
Your heart is really something
Your love, a complete mystery to me

Are you there watching me?
As I lie here on this floor
Do you cry, do you cry with me?
Cry with me tonight

Are you there?
Are you watching me?

Vincent

Starry, starry night
Paint your palette blue and gray
Look out on a summer’s day
With eyes that know the darkness in my soul

Shadows on the hills
Sketch the trees and the daffodils
Catch the breeze and the winter chills
In colors on the snowy linen land

Now I understand
What you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free

They would not listen, they did not know how
Perhaps they’ll listen now

Starry, starry night
Flaming flowers that brightly blaze
Swirling clouds in violet haze
Reflect in Vincent’s eyes of china blue

Colors changing hue
Morning fields of amber grain
Weathered faces lined in pain
Are soothed beneath the artist’s loving hand

Now I understand
What you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free

They would not listen, they did not know how
Perhaps they’ll listen now

For they could not love you
But still your love was true
And when no hope was left in sight
On that starry, starry night

You took your life, as lovers often do
But I could’ve told you Vincent
This world was never meant for
One as beautiful as you

Starry, starry night
Portraits hung in empty halls
Frame-less heads on nameless walls
With eyes that watch the world and can’t forget

Like the strangers that you’ve met
The ragged men in ragged clothes
The silver thorn of bloody rose
Lie crushed and broken on the virgin snow

Now I think I know
What you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free

They would not listen, they’re not listening still
Perhaps they never will

perché scrivere?

non mi è chiaro perché sentiamo l’impulso di scrivere, o comunque sia di creare qualunque opera affiori spontaneamente dalle mani e dalla mente di una persona. non è chiaro sebbene immagino esista vasta letteratura sull’argomento, ma preferisco lambiccarmi il cervello piuttosto che svarionare su teorie che probabilmente possono essere ricondotte alla semiotica. perché scrivere, perché creare? perché ci sono tanti e tantissimi linguaggi che l’uomo ha scoperto e utilizza per esprimersi eppure l’unica cosa che lo soddisfa in concreto è il denaro? non me lo spiego, e per questo sogno una società (preferibilmente mondiale) dove la moneta corrente è la poesia, ci si scambia parole, immagini, suoni, ritmi intrecciati in effluvi sempre cangianti eppure si vive come e anche meglio viviamo oggi. è utopistico, me ne rendo conto, ma non posso fare a meno di aggrapparmi a quest’idea. d’altra parte è ultraconosciuto il legame tra poesia e musica, e le miriadi di esempi che si possono fare non danno neanche la minima idea della ricchezza che questo connubio può portare tra la specie umana, ammesso e non concesso che prima possiamo accettare le ancora più variegate esperienze che il corpo umano può intraprendere alla ricerca del piacere.

in un lontanissimo futuro – ammesso e non concesso che la specie non sarà grandemente estinta da qui al prossimo secolo – saremo costretti a digitare su tastiere perennemente? non useremo più le dita delle mani per impugnare una penna e tracciare segni alfabetici e sporcarci letteralmente le mani (quei pochi fortunati mancini come me)? bene, se questo dovesse capitare, dovremmo trovare scopi altrettanto importanti per le mani, come quello di parlare e comunicare ma anche – come già accennato – procurare piacere a noi stessi e a quante più persone possibile.

so che tutto ciò non ha senso, ma il senso è stato inventato per tenere buona la coscienza, e nel mondo che sogno io la coscienza serve solo a fare del buon sesso e a suscitare belle emozioni. insomma: credo che scrivere sia un esercizio intellettuale che va di pari passo con l’amore fisico.