Giro

Quando scendeva giù da quel pendio verticale, come tante notti aveva fatto e tante altre notti farà, sembrava non conoscere altra dolcezza che quella della sua ombra oltre a quella, inconcepibile, dell’altro suo volto. Loro che conoscevano per filo e per segno la posizione che gli spettava in quel teatro della notte dei tempi rimanevano incantati dalla facilità con cui passava da un versante all’altro del suo percorso con infinita calma. Sembrava dire: ehi, milioni di anni mi hanno resa così libera e spensierata; non posso affermare d’altra parte di essere indipendente, ma in fondo ciò che mi spinge ad andare avanti è il mio vero punto di forza. E qui mi piace tantissimo sfolgorare e andare avanti per il mio giro. Non potrei, è vero, ma non vorrei nemmeno essere in nessun altro posto dell’universo, cosa che certamente altri esseri menl fortunati di me non diranno mai. Triste mio destino è quindi assisterli e sorvegliarli, dar loro conforto con la mia luce. Siatemi amiche, stelle, tutta la mia energia sprigiona anche dai vostri moti.
Ed Ebby la vide tramontare sul mare, metà rossa metà blu.

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