Ondulare

Un’onda sognò di trovarsi prigioniera in un posto affollato, anzi subito si trovò divisa in moltissimi posti l’uno vicino all’altro, tutti affollatissimi di onde come lei, ritrovatasi fuori dal suo solito Percorso. Eppure erano luoghi molto vivaci, c’erano pesci di colore rosa più o meno tutti uguali la cui testa era pitturata di rosso, e saltellavano e strisciavano allungandosi e rincorrendosi l’uno dopo l’altro su lunghi sassi bianchi e neri, come se quelli tra i pesci che correvano di più e toccavano più sassi possibile in poco tempo fossero più importanti dei pesci che rimanevano indietro. Ma presto l’onda vagabonda si accorse che in realtà era una sola famiglia di dieci pesci, anch’essa si spostava in più posti allo stesso tempo nello stesso modo e negli stessi spazi in cui l’onda continuava a scorrazzare tra tutte quelle dimensioni; i più lunghi di loro erano quelli che si muovevano più lentamente e affondavano per più tempo sul bianco mare, ma sembrava che erano proprio loro a dare la spinta ai più piccoli e agili tra quelli che andavano su e giù zompettando sopra i sassi semimobili, quelli neri posti un più in alto di quelli bianchi, rilievi poco più alti. L’onda aveva la sensazione di essere trasportata senza sforzo da tutti questi pesciolini, ma mentre iniziava a godere la leggera ebbrezza dell’ondulare, dopo circa tre minuti si risvegliò nel suo solito Scorrere. Era stato solo un breve sogno di circa tre minuti.

{quotidianamente} 

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