Lettura: Small-town Boys

Un libro che ho letto recentemente mi ha molto colpito, perché è stata una bella distrazione, sebbene non frivola, da Dostoevskij. Il libro si chiama Small Town Boys ed è un romanzo breve di circa 220 pagine che racconta l’estate dopo gli esami di maturità di un adolescente di provincia, che si trova a dover risolvere il mistero di un suicidio avvenuto trent’anni prima nella sua cittadina toscana.

La forma è quella ormai divenuta classica del romanzo di formazione postmoderno mista con elementi del giallo con una struttura a playlist, il cui incedere lento e progressivo condurrà il protagonista a capire meglio se stesso attraverso l’esperienza diretta con l’Altro. Divertente e degno di nota un particolare significativo: il protagonista è una di quelle figure ormai diventate un classico delle narrazioni contemporanee che non sanno tenere in mano né ingegnarsi a utilizzare oggetti tecnologici di appena vent’anni prima come un walkman; figure giovanissime la cui meraviglia di fronte all’antiquariato del passato prossimo desta tenerezza e sconforto al tempo stesso, poiché di fatto prendiamo consapevolezza del fatto che il senso della storia e l’ancoraggio alla realtà si sta sfaldando per qualche motivo, e che trent’anni visti da un bambino degli anni 90 non hanno lo stesso peso specifico oggi. Nel volume viene lanciato un ponte talmente fragile tra le scelte di vita che infatti si risolve in un nulla di fatto: la vita prosegue anche dopo aver compreso il gesto estremo del suo parallelo. Il protagonista dice addio alla sua adolescenza in un cimitero, ma quella a cui sta dicendo addio è in realtà l’infanzia del mito popolare, in cui espletati gli esercizi rituali – primo bacio, prime sbrornie a effetto prolungato, primo assaggio di indipendenza – tutto deve iniziare ancora a rivelarsi e quello che non è ancora è fonte di gioia, non disperazione. Insomma, il bel messaggio che questo romanzo ci lascia è che un adolescente gay oggi ha bisogno di conoscere la sua identità storica, che dà senso di appartenenza e dirige il proprio agire verso la felicità ormai possibile grazie alla lotta di coloro che ci hanno preceduto.

{quotidianamente}

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