Reblog: la memoria del tritone

Lo spunto per raccontare la mia storia me lo dà questo articolo Fare politica: eravamo noi, siamo noi. Saremo noi? — Di tanti pulpiti.

Anch’io vissi un’esperienza simile. Essendo un tritone vivo in un’altra dimensione, ma l’acqua non è meno infida della terra. Anche noi creature marine abbiamo un’assemblea e dei guardiani simili a quelli dei popoli di superficie. Anche noi abbiamo dovuto affrontare a coda alta la Sanità: anticamente il popolo dei pesci ci aveva bandito dalle acque più vivibili perché diceva che i nostri corpi ibridi insozzavano la purezza dei fondali; in seguito, a chi di noi si ostinava a voler vivere pacificamente con i pesci puri, i guardiani dei fondali imbarcarono i nostri nonni su vascelli fantasma e li portarono in superficie, con il pretesto che siccome siamo per metà figli di umani avremmo potuto vivere meglio sulla terraferma. come risultato, i nostri nonni furono deportati e costretti a adattarsi a vivere in superficie, ma non poterono perché le branchie sono il nostro unico modo di respirare. dopo aver finito le scorte di ossigeno, a uno a uno si sciolsero anche a causa dell’eccessivo calore secco che disseccò loro le membra. di loro è rimasta solo la nostra memoria; oggi alcuni pesci non vogliono ammettere che un tempo provocarono queste scelleratezze, ma noi tritoni sappiamo e ricorderemo sempre nei nostri canti.

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