crescita e declino

ancora una scritta poco audace sui dintorni della dimora decennale.

mi rendo conto che le foto non catturano l’anima del paesaggio che vedo oltre i limiti dei miei vetri. la luce in particolare in questo crepuscolo autunnale non può essere espressa dalle lenti di un oggetto, ma solo da quelle di una persona che guarda con quattro paia di occhi, quelli esterni e quelli interni. non c’è rosa più bello di quello crepuscolare, in una giornata d’autunno qualunque mentre il fuoco viene riacceso e si fanno progetti di cena. il rosa del sole scomparso oltre il limite del mio limite, la nuvoletta oltre l’orizzonte e l’azzurro della prima mattina come del primo pomeriggio. alba e crepuscolo, ascesa e discesa hanno lo stesso sguardo sullo spettro della luce. le ombre vi partecipano ma non sono invidiose: salgono a deliberare quello che la notte ineccepibilmente svelerà.

è lo stesso paesaggio di sempre, ma ogni tonalità di luce rende la vista differente, e in ogni modo bella ognuna a modo suo. se esiste l’arcobaleno, ed è uno spettacolo di fronte a cui non riesco a non commuovermi, anche ogni vista naturale e umana a seconda della crescita o del declino del gioco di luci, colori e ombre è bella da amare. anche le povere luci artificiali che vorrebbero sostituire la fotosintesi diurna non potranno mai avere la stessa potenza.

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