de brevitate beatitudinis

l’estate sta finendo, e le ore di luce si accorciano. ma sono felice per una cosa bella che è successa:

ho trascorso un giorno troppo breve a passeggiare insieme al mio paTato preferito in lungo e in largo per la capitale… ma è pochino, lo devo ammettere.

che si apprestino a sopraggiungere le vacanze invernali! così che possa andare a trovarlo di nuovo su al nord e possibilmente stare insieme di più e meglio.

brindiamo alla tua salute, dolcissimo, e nell’attesa di abbracciarti di nuovo mi illanguidisco con qualche musica che mi parla di te:

panorama

non è molto questa terra, ma è la mia, e di tanto in tanto un panorama di mare di nebbia me la fa amare di più, come fosse la mia piccola isola che emerge dagli abissi

inizia dove finisce

tramontata luce da un altro giorno, solo rimango a vederla passare.

crepuscolo agli occhi, malinconia di ombre vaghe; malata la voce assiste più che molle.

la fine s’appressa, vecchia e arcana amica. altro che il nostro dolore ci somiglia.

sarai altro che noi. il mio amore somiglia al collasso di una stella, rossa perdente materia, piegando il tempo. siamo oltre i pianeti, grazia d’amore. quando verrà la fine saremo uniti nel vero.

tu sei Venere, io sono la Luna che mai s’allontana dalla madre terra. all’apparenza siamo vicini e ci possiamo amare, ma ci dividono le leggi della materia.

prendimi Lucifero, e compi la tua rivoluzione!

8 giugno: la parata di Roma

questo sono io che ridivento frocio per la Parata di Roma. questo sono io che dimostro cosa vuol dire per me essere frocio: mostrare e non aver vergogna di mettere a nudo le fragilità che mi hanno costruito, e che sono permanentemente visibili su questo corpo. eppure in trent’anni non mi sono mai sentito tanto libero e spensierato, quasi felice.

1 giugno: la parata di Perugia

È iniziato giugno, il mese dell’orgoglio LGBTQ+ e proprio il primo giorno del mese c’è stata la parata in diverse città italiane, e io ho partecipato a quello di Perugia.

7000 presenze

La parata è sempre il momento più emozionante per la comunità perché finalmente ci spogliamo indossando il nostro vestito migliore e marciamo uniti ricordando le protagoniste delle prime lotte e i motivi per cui lottare ancora oggi per il riconoscimento della nostra esistenza fuori norma è ancora fondamentale.

Gelo

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ancora slittan per via i pellegrini
che tardan briosi e ammirando
i lucori che scendono al bordo
con legna e birra tra le mani.

poco lor cale sapere
che ognora è guerra
su vasti monti altri
come allor su questi
che fu solo un secolo

ghiacci de’ ricordi
del solido candore
sciolgan de’ gridi
dei soli stinti avi

Un ballo in maschera

Una creatura che cerca goffamente di sedurne un’altra senza sapere esattamente cosa stia facendo è uno spettacolo che non si vede tutti i giorni, e che per questo fa riflettere sul milieu esistenziale in cui ci troviamo immersi. Siamo a carnevale, e come ogni anziano mi sento inadatto a partecipare a una sfilata di carri allegorici, soprattutto per il fatto che l’età media delle maschere non supera il vent’anni; e poi perché non ho una maschera; o meglio, non ho intenzione di indossare una seconda maschera. Ecco, forse è questo che mi turba del periodo carnevalesco: oltre alle costruzioni sociali più o meno implicite che ci ricoprono la pelle, ci si sforza di indossare una seconda costruzione, che però tende a smascherare la prima, complice il consumo di alcolici. Non nel mio caso ovviamente, poiché 1. non posso più bere alcolici purtroppo, e 2. sopportare una maschera tutto l’anno è già abbastanza faticoso; due sono veramente troppe.

maschere

ciò non toglie comunque che siano giornate estremamente divertenti!

[grazie alla mia Madama Butterfly preferita Prixia e a Mister Trump]

{quotidianamente}

Variazioni Guermantes

Le cinque stagioni

 

Sfida foto: Variazioni su tema

 

Dolce aria

l’aria è calda anche all’ombra di questo alberello, sotto cui si posa un venticello dolce e il profumo dei fiori di malva. sorge allora la voglia di poesia, anche in un’ora scarsa come quella del pranzo concesso. libero non fui mai, ora la gabbia si è ristretta. ma con la possibilità di annusare l’aria, anche lungo questa strada quasi abbandonata, respiro meglio.

Magia

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L’autunno è la festa d’addio della Natura a se stessa: ogni foglia in sé contiene sia il verde dell’estate perduta, sia il giallo della maturità, sia il rosso corallo dell’invecchiamento, così come il sole, tracciando un arco più basso sull’orizzonte e spandendo la sua luce in modo più obliquo rispetto ai nostri occhi, diminuisce l’intensità della luminosità che dona alla giornata perciò ne aumenta la densità dei colori di ogni cosa. Ed ecco perché in autunno ogni essere vivente, ogni tonalità di vita ci appare malinconica: perché nel momento del suo declino è anche quello cui appare più vivida.

Sfida foto: Magic