In evidenza

VOGLIAMO TUTTO

Se la destra vuole cancellarci, noi gridiamo più forte il nostro Programma per celebrare compagnə, amantə, amicə, vivə e mortə, anche «per far l’amore e mettere in scena spettacoli e poesie oscene fuori da ex prigioni vuote». Quella che segue è quindi una bibliografia queer sempre in aggiornamento: 

chi *mazzo voto il 25 settembre?

c’era un partito di sinistra
che segue come destra amministra
e invece di far rivoluzione
ritornò all’adulazione
e lasciò il popolo al bidone
quel destro partito di sinistra

finiamo orsù coi botti
meglio froci che corrotti
meglio troie che bigotti

~

il mio voto è utile perché io valgo

* sostituisci bilabiale nasale con occlusiva velare

La clericalata della settimana, 32: per Giorgia Meloni (FdI) “Dio, Patria e famiglia” è un “manifesto d’amore”

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso…

La clericalata della settimana, 32: per Giorgia Meloni (FdI) “Dio, Patria e famiglia” è un “manifesto d’amore”

che vit’emmerda 🤮

Odio gli indifferenti

Politici inetti:

«Se l’uomo politico sbaglia nella sua ipotesi, è la vita degli uomini che corre pericolo, è la fame, è la rivolta, è la rivoluzione per non morire di fame. Nella vita politica l’attività fantastica deve essere illuminata da una forza morale: la simpatia umana; ed è aduggiata dal dilettantismo […].

Le autorità italiane, quelle governative, quelle provinciali, quelle cittadine, non hanno finora decretato un provvedimento che non sia stato tardivo, non hanno ponzato un provvedimento che non abbia avuto bisogno di essere modificato, di essere prima o poi cassato, perché, invece di provvedere, veniva a far rincrudire il malessere. […]

Amano l’idolo, fanno soffrire il singolo individuo. […]

Non sanno rappresentarsi il dolore degli altri, perciò sono inutilmente crudeli. […]

Quando se ne sono accorti, era troppo tardi; non importa: avrebbero potuto ancora provvedere, avrebbero potuto equamente distribuire la sofferenza. Non hanno sentito la sofferenza: hanno creato il caos, hanno lasciato arraffare ai più forti economicamente […].»

→ questo fu scritto ai tempi della grande guerra, e al giorno d’oggi che per affrontare una pandemia utilizzano linguaggio e significati militari, la situazione etico-morale è la stessa. niente cambia in questa pandemia di malvagia banalità che chiamiamo “italiani”; sottolineo qui l’uso del maschile plurale sovraesteso. personalmente trovo che la Weltanschauung MBABEC (maschio borghese abile bianco etero cis) sia una rovina per l’umanità.

«Non sanno armonizzare la realtà disagiata con la possibilità di minor disagio per tutti. […]» → posso immaginare che i privilegi, quando sono radicati dentro la coscienza, hanno bisogno di una motosega potente per essere abbattuti. e sì, sto parlando anche dei privilegi che gode chi non è soggettə a discriminazioni a causa di condizioni sociali e/o personali.

«lo spirito evangelico non ha saputo trasformarsi nella forma moderna della solidarietà e dell’organizzazione disinteressata e civile. Esso è rimasto pura esteriorità, inutile e melensa coreografia. Gli istituti di solidarietà sociale, alimentati coi quattrini dei contribuenti, non sono che dei feudi clericali.» → sputiamo sul papa, tuttə quantə!

Sex work is work

Perché leggo un libro sul lavoro sessuale? Perché è un modo utile per scardinare i tabù vigenti in questa società cattofascista. E con il termine cattofascista intendo l’ideologia cattolica estesa a livello nazionale. diciamocelo, se stiamo messə come stiamo, è soprattutto a causa del vaticAno e di coloro che scelgono di foraggiarli (maschile plurale voluto).

Laonde, questa lettura non può fare che bene per chi si ritrova a chiedersi: ma le prostitute lo scelgono come mestiere? Non si vergognano? In questo opuscolo trovansi molteplici risposte.

Partiamo dal presupposto che “Nella discussione sul lavoro sessuale le persone che fanno sex work non sono quasi mai protagoniste, ma compaiono piuttosto come oggetti di studio.” Eppure immagino che come ogni persona adulta siano “in grado di parlare per sé stessǝ.”

L’autrice chiarisce che il lavoro sessuale implica “molteplici attività” e dunque non solo stare su strada.

Georgina Orellano, segretaria generale dell’AMMAR, afferma in una intervista che “la battaglia culturale bisogna farla anche con una lotta del linguaggio, perché tutto il linguaggio è politico. Abbiamo già regalato troppo al patriarcato.”

Confermare la matrice patriarcale non significa negare che per molte donne il sex work assuma un significato di indipendenza, libertà e autonomia.

Ogni scambio prevede un accordo: chi compra chiede, chi vende stabilisce i propri confini. L’acquisto di un servizio di natura sessuale non coincide con l’accesso incondizionato all’altra persona.

C’è poi “l’enorme potenzialità che risiede proprio all’interno del sex work di rivoluzionare e sovvertire immaginari e modelli culturali egemonici.”

la figura dellə sex worker è costruita socialmente dai mezzi di comunicazione e tramandata per educazione, erede culturale della figura della strega, come spiega questo articolo sui tabù: “oggi, il tabù non assume più tipicamente la forma del soprannaturale. Invece, appare come una punizione dalla mano invisibile della società attraverso l’evitamento, la scomunica, il rifiuto, l’etichettatura e il giudizio che tengono sotto controllo il comportamento e l’identità. In tutte le società, ci sono le persone buone e le persone cattive, il lato giusto e quello sbagliato dei binari, il sicuro e il pericoloso, la brava ragazza e la cattiva ragazza, il pulito e l’impuro, la vergine e la meretrice. Queste dicotomie sono legate al tabù.”

la domanda è dominata da chi ancora oggi ha un maggiore accesso al potere: gli uomini bianchi etero cisgender [UBECA, se preferite per brevità, dove A sta per Abili]

Chi compra è una persona, e in quanto tale convive con desideri, fantasie, insicurezze che sono specchio delle trasformazioni culturali, economiche e politiche della società.

La prostituzione in italia non è illegale, ma non è nemmeno un lavoro, quindi non ci sono né diritti né tutele. La legge poi esprime un giudizio etico e morale ben preciso: le prostitute sono vittime. […] parla unicamente di donne e fa riferimento unicamente a UN tipo di prostituzione.

I programmi di “salvataggio” e protezione, spesso sono eurocentrici, sessisti e paternalistici. In questa narrazione dominante, se dimostri di essere una buona vittima puoi restare, altrimenti tornatene a casa!

è evidente che una persona sex worker non ci sta a questi termini, ergo non può essere biasimata.

Il lavoro sessuale è un lavoro.

<<Non romanticizziamo la prostituzione perché non romanticizziamo nessun lavoro. Ogni volta che ci chiedono qualcosa si concentrano sulla morbosità e non ad esempio sui diritti lavorativi. Ci chiedono se proviamo dolore al termine di una giornata di lavoro e io gli rispondo di provare a fare le stesse domande al muratore che è stato tutto il giorno attaccato a una impalcatura o alla domestica che ha stirato in piedi per ore. Loro lo hanno scelto?

Qui è dove notiamo che la questione è morale, e intasata da tonnellate di ipocrisia accumulata nei secoli.

NESSUN LAVORO è FRUTTO DI UNA LIBERA SCELTA E, COSA ANCORA PIù IMPORTANTE, NON RAPPRESENTA CIò CHE SIAMO. SE FOSSI VERAMENTE LIBERA DI SCEGLIERE NON LAVOREREI, PROBABILMENTE NEMMENO VOI.

La prostituta, e badate bene, non il PROSTITUTO, ha infranto le regole e pertanto va punita. Come? togliendole qualsiasi tipo di potere decisionale, spogliandola della soggettività (le ragazze) e marchiandola in via definitiva come vittima. Creare una vittima (la puttana femmina ((a volte immigrata)), oltre che creare un carnefice (il cliente maschio italiano), significa creare unə salvatərə (la società perbene).

Dietro gli intenti caritatevoli, nascondono pratiche indottrinanti, neocoloniali ed etnocentriche. Queste pratiche si poggiano sull’assunto che loro, le “brave persone”, sono migliori di quelle che vogliono salvare e che la loro cultura è superiore.>>

Razzismo e sessismo in un’unica soluzione dunque.

Il sex work è un altro campo culturale in cui si ripropone il vizio della “storia unica”: <<si rappresenta una comunità o un gruppo sociale come una cosa sola, più e più volte, ed ecco che come per magia le persone diventano quella cosa.

Scegli: o santa o puttana.

<<Lo stigma della puttana è un preciso dispositivo di controllo che non disciplina unicamente la sfera sessuale, bensì la condotta femminile nel suo complesso. è uno strumento sanzionatore pronto a colpirci quando attraversiamo il confine, quando mettiamo in discussione la gerarchia su cui si struttura il sistema patriarcale, quando ci appropriamo di ruoli, atteggiamenti, qualità che non dovremmo avere.

Pesano secoli di patriarcato, di valori cristiani e morale vittoriana. Ci hanno insegnato a vergognarci, a sentirci in colpa se desideriamo, chiediamo godiamo. Ci hanno fatto credere che la sessualità maschile fosse attiva, rapace ed estroversa, quella femminile fredda, passiva e introversa. Ci hanno detto che le differenze biologiche determinano e giustificano disuguaglianze sociali ed economiche, che il nostro comportamento sessuale definisce il nostro valore e la nostra identità.

Le donne che osano mettere in discussione il modello patriarcale sono delle puttane, quindi vanno punite.

La puttana è colei che rompe le regole, la donna che sfida l’assetto culturale patriarcale che la vorrebbe passiva, preda e mai predatrice, angelo del focolare domestico e portatrice di “santa fica”.

Così come l’informazione, anche il linguaggio è una scelta.

Vorrei che l’educazione alla sessualità fosse il nostro antidoto. Impariamo a conoscerci, accettarci e non giudicarci sulla base di come, se, quanto e perché scopiamo, tenendo sempre a mente che l’unica regola è il consenso.>>

altre risorse da navigare:

Sex Worker Media Library

Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute

A proposito di educazione sessuale, in seguito scriverò del libro/manuale La zoccola etica di Dossie Easton e Janet Hardy. Una lettura educativa e rivoluzionaria come poche.

Post Porno

bisogna sovvertire gli immaginari sessuali e distruggere la morale borghese-fascista italiana tanto cara alla chiesa e ai suoi adepti: guano disumano, ipocrita e vigliacco, cancro della specie, fango meritevole solo di sputi. sputiamo sui preti e sui fascisti, oppure mettiamoli a disagio manifestando l’intero spettro delle sessualità, godendo e squirtando davanti ai loro occhi. questo merita una società cattobigotta.

a questo proposito vengono in aiuto gli immaginari delineati da Post Porno, Corpi liberi di sperimentare per sovvertire gli immaginari sessuali, opera di Valentine Fluida Wolf.

qui sotto raccolgo i riferimenti del libro, ma soprattutto voglio mettere in evidenza, dati i tempi che corrono e alla luce degli ultimi avvenimenti in parlamento, le performance Fuck the Fascism a Roma di MariaBasura. DA REPLICARE. Mandiamo affanculo le gerarchie eteronormative nazionaliste e facciamo sesso libero e svergognato davanti ai loro occhi. Abbattiamo le gerarchie un orgasmo alla volta.

“Usciamo in piazza.
Mostri, mutanti, froci, terroni, migranti, dissidenti; quelli che si svegliano e vogliono svegliare gli altri.
Abbattere i muri imposti dall’ignoranza.
Fottiamo da dietro i culi glorificati dei dignitari fascisti, eroi del colonialismo.
Li scopiamo e sulla scena del crimine eiaculiamo la storia vera sui loro corpi di pietra.
PORNOTERRORISMO, ci atteniamo alla parola.
Con i nostri pacchi sovversivi combattiamo la pornografia di questo sistema, di questa storia, di questi lasciti che esistono ancora;
eredità economiche, potere politico;
latifondi di ieri, conglomerati di oggi;
Gli eterni proprietari di domani.
Vieni e unisciti a noi, il mondo è pieno di monumenti che aspettano che tu li fotta.
NON RICEVIAMO E NON ABBIAMO RISPETTO!

Il manifesto:

Altri riferimenti a performer, eventi e documenti culturali che hanno contribuito e contribuiscono a costruire pratiche postporno:

Ovidie
https://fr.wikipedia.org/wiki/Ovidie

Paul Preciado
https://www.internazionale.it/tag/autori/paul-preciado

Ellen Willis
https://en.wikipedia.org/wiki/Ellen_Willis
https://www.dissentmagazine.org/article/the-radical-ellen-willis

COYOTE
https://en.wikipedia.org/wiki/COYOTE

Annie Sprinkle
https://anniesprinkle.org/
libro: Post Porn Modernist
https://www.golenaedizioni.com/page.php?168

A public cervix announcement:
http://anniesprinkle.org/a-public-cervix-anouncement/

Betty Dodson
https://en.wikipedia.org/wiki/Betty_Dodson
https://dodsonandross.com/

Dorrie Lane
https://vulvapuppet.com/

Scarlot Harlot
https://en.wikipedia.org/wiki/Carol_Leigh
http://scarlotharlot.com/

Postporn modernist Manifesto
https://www.mirkoriazzoli.it/the-post-porn-modernist-manifesto/

Veronica Vera
https://veronicavera.wordpress.com/

Candida Royalle
https://en.wikipedia.org/wiki/Candida_Royalle

Diane Torr
http://dianetorr.com/

Shelly Mars
http://shellymars.net/drag-king

Virginie Despentes
https://www.internazionale.it/tag/autori/virginie-despentes

Coralie Trinh Thi
https://en.wikipedia.org/wiki/Coralie_Trinh_Thi

Bruce LaBruce
https://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_LaBruce

Del Lagrace Volcano
https://www.dellagracevolcano.se/

ZARRA BONHEUR
https://www.zarrabonheur.org/performer/collettivo/
https://zarrabonheur.wixsite.com/zarrabonheur-it

Lucía Egaña Rojas
https://luciaegana.net/
libro: Postporno
https://luciaegana.net/textos/postporno/

Girls who like porno
https://girlswholikeporno.com/

Itziar Ziga
https://ca.wikipedia.org/wiki/Itziar_Ziga

Muestra Marrana
https://muestramarrana3.wordpress.com/

Diana J. Torres
https://es.wikipedia.org/wiki/Diana_J._Torres

LadyFest Roma
https://ladyfest-roma.noblogs.org/

laboratorio Sguardi Sui Generis
http://sguardisuigeneris.blogspot.com/

Slavina
https://malapecora.noblogs.org/

Eyes Wild Drag
http://eyeswilddrag.blogspot.com/

Aorta Films
http://www.aortafilms.com/home

Yes, we fuck!
https://vimeo.com/123177395
https://en.wikipedia.org/wiki/Yes,_We_Fuck!

Constanza álvarez Castillo Missogina – La cerda punk
https://excentricofest.com/

PostOp
https://postop-postporno.tumblr.com/

Nadia Granados
http://nadiagranados.com/wordpress/

Barbarismos Queer
https://www.pikaramagazine.com/2019/11/barbarismos-queer-y-otras-esdrujulas-que/

fuck the fascism
https://fuckthefascism.noblogs.org/
https://fckthefascism.tumblr.com/

HackerPorn FilmFest Roma
https://www.hackerpornfest.com/

Maria Basura
https://marytrash.tumblr.com/
https://www.eldesconcierto.cl/tipos-moviles/2020/11/24/maria-basura-pornovandala-chilena-incomoda-en-europa-no-hay-que-abolir-el-porno-hay-que-rehacerlo.html

Terrorismo Teatral Migrante
https://terrorismoteatral.noblogs.org/

Jorge the Obscene
https://www.jorgetheobscene.com/

Courtney Trouble
https://courtneytrouble.com/

PornFilmFestival Berlin
https://pornfilmfestivalberlin.de/

Making of Love
https://www.makingoflove.it/

Erika Lust
https://erikalust.com/

Female ejaculation & other mysteries of the universe
https://www.indielust.tv/female-ejaculation-and-other-mysteries-of-the-universe/

Film:
Venus Boyz (2002)
Ageless Desire (1999)
Manifiesto Gordx (2012)

controllare il proprio privilegio

disclaimer: questa sarà una lettura un po’ lunga e forse dura da digerire

“che cos’è il privilegio? se non ti sei mai postoa questa domanda significa che probabilmente ne godi. questo non vuol dire che non vivi delle oppressioni ma che probabilmente per molti aspetti fai parte del gruppo dominante” questo è un estratto da ‘Decolonialità e privilegio’ di Rachele Borghi, un saggio che analizza l’attuale sistema-mondo globalizzato. “no, non basta avere gli stessi diritti sulla carta per avere le stesse opportunità nella vita”, continua. “per questo è importante nominare: per far esistere. per questo è importante tradurre: per far circolare le idee e dare ai concetti declinazioni locali”. nominare i propri privilegi sociali è una pratica decoloniale che prelude al “condividere saperi senza fondare poteri”.

se non vi siete mai posti le domande riguardanti i privilegi sociali, ecco un quiz apposito.
da un po’ di tempo sto abbozzando questo articolo, e come ogni creazione umana è ovviamente passibile di revisione e critica. ho preso spunto da un articolo comparso su medium e che mi sono preso la briga di tradurre e integrare: per i dovuti confronti questo è l’articolo originale.

nota di traduzione: a differenza dell’inglese, l’italiano è una lingua che marca molto il genere grammaticale, quindi ho scelto di usare il maschile come destinatario dell’articolo per due motivi principali: 1. il maschile plurale è il genere grammaticale di default in italiano, e questo è già un punto di privilegio 2. si tratta di una lista di privilegi sociali, perciò chi più degli uomini (intesi come genere maschile, ma ci tornerò) dovrebbe riflettere sui vantaggi sociali che abbiamo? detto ciò questo è un elenco di privilegi che ogni persona può cercare di analizzare in sé per metterli a frutto a disposizione delle minoranze sociali.

ordunque:

qualcuno ti ha appena ripreso per un tuo privilegio. è uno strano scontro perché non ti senti privilegiato. probabilmente senti il contrario perché, siamo onesti, la vita è dura. quando qualcuno ti fa notare che hai un privilegio, non vuol dire che la tua vita sia sempre rose e fiori. non sei privilegiato in ogni aspetto della vita.

diciamo che ti hanno ripreso sul privilegio di tipo A. ti sentirai obbligato a esprimere il tuo svantaggio nei campi B, C, D ed E. ma hai ancora un vantaggio nel campo A, che rimarrà a tuo favore fintanto che la società riterrà “A” degno di benefici e immunità/deresponsabilizzazione.

perché il privilegio non riguarda te – un singolo individuo con i tuoi particolari retroscena e una serie di difficoltà. si tratta di chi come te riceve involontariamente (e inconsapevolmente) un certo beneficio in un sistema creato generazioni prima che tu nascessi, un sistema che ha perpetuato questa nozione diffusa e accettata di ciò che è “standard”, “normale”, “bello” o “giusto”.

avere privilegi non rende automaticamente persone cattive. ma avere privilegi senza riconoscerlo significa che non riconosci il tuo impatto sull’Altro. “verificare i privilegi” consente di esercitare i privilegi in modo più consapevole, preferibilmente a favore dell’equità delle persone ai margini.

il potere, che è un privilegio, è prima di tutto una responsabilità.

uguaglianza = uniformità.
l’uguaglianza è dare a tutt* la stessa cosa. ma questo funziona solo se ognun* parte dalla stessa posizione. in questo esempio l’uguaglianza funziona solo se tutti hanno la stessa altezza.
equità = imparzialità/correttezza
equità vuol dire giustizia; vuol dire esser sicuri che chiunque abbia accesso alle stesse opportunità. spesso infatti le nostre differenze e/o storie personali possono creare barriere alla partecipazione alle opportunità, quindi dobbiamo garantire equità prima di poter gustare l’uguaglianza.

nell’immagine sopra, ci sono tre persone che guardano una partita. Il “privilegio” per queste persone non consiste solo nell’essere alti, ma anche nell’avere un’altezza sufficiente per vedere oltre una recinzione che qualcun altro ha costruito. diventare consapevoli del privilegio è riconoscere che le altre persone hanno bisogno di più di una scatola su cui stare, non perché sono “speciali” ma perché la recinzione non è stata costruita pensando a loro.

di seguito sono riportati alcuni privilegi di base da tenere a mente. tieni presente che questo non vuole essere un elenco esaustivo di tutti i privilegi disponibili. inoltre, questi sono stati scritti da una prospettiva statunitense e, soprattutto, occidentale.

il privilegio su un dato asse (che sia classe, razza, genere, orientamento sessuale, ecc.) è la garanzia che la cultura vigente non ti perseguiterà o non ti discriminerà sulla base della tua posizione su quell’asse. di nuovo, avere uno o più tipi di privilegi sociali non ti rende automaticamente una brutta persona, ma riconoscere e ammettere di averne è già un passo avanti.

PRIVILEGIO STATUNITENSE

il privilegio statunitense implica vivere ed essere cittadino in una nazione superpotenza che esercita una forza militare, politica ed economica sufficiente per convincere le nazioni in tutte le parti del mondo a fare cose che altrimenti non farebbero. ciò include il fatto che il dollaro USA sia lo standard mondiale in valuta. il privilegio statunitense è vivere in una terra nota per la più antica costituzione funzionante e per essere il faro per chi immigra* e vuole un nuovo inizio.

*anche per l’ipocrisia

gli stati uniti sono imperialisti culturali, da hollywood alla NASA. sono leader nell’istruzione superiore e luogo di nascita di alcuni dei marchi più potenti al mondo (pensa apple e coca-cola). la migliore esportazione globale degli USA potrebbero benissimo essere i suoi programmi televisivi.

spesso, il privilegio statunitense è intrecciato col privilegio dei bianchi perché gran parte della storia americana si basa sulla supremazia dei bianchi a spese di popolazioni non bianche. il privilegio statunitense, in fondo, è goduto da qualsiasi persona nata, cresciuta o che vive negli USA. quando le persone non bianche statunitensi viaggiano all’estero, sperimentano ancora il privilegio statunitense.

il privilegio statunitense riguarda il fatto che il mondo abbia a cuore la cultura e la politica statunitense, scegliendo contemporaneamente quali culture e politiche internazionali seguire; riguarda il fatto di aspettarsi che altre persone parlino inglese, accettino dollari ed evitino il sistema metrico decimale. questo privilegio riguarda inoltre il fatto che per riferirsi alla popolazione statunitense si usa genericamente il termine “americano” quando, geograficamente, l’America è in realtà un intero continente di cui gli stati uniti fanno parte. questa sineddoche cognitiva è importante, perché implicare che gli stati uniti siano “l’america” è come cancellare la loro storia coloniale. ma ora ci arriviamo.

PRIVILEGIO BIANCO

l’idea del privilegio delle persone bianche viene dal colonialismo europeo. prima dell’esperienza britannica con gli irlandesi e la schiavitù degli africani in nord america, il concetto di razza, comprese categorie come ‘bianco’ e ‘colore’ come indicatori sociali di inferiorità e superiorità, non esisteva. [per completezza ricordo che il continente americano è stato colonizzato dagli europei. sono gli europei che hanno deciso di uscire dai propri limiti ed esplorare lo sconosciuto, trovando sul posto popolazioni autoctone e sottomettendo quest’ultime con la tecnologia messa a servizio della forza bruta e della religione. si può dire che dal colonialismo europeo è iniziato il processo di globalizzazione. gli statunitensi bianchi, tutt’ora imperialisti, dimenticano continuamente che molti secoli orsono erano europei andati a colonizzare e schiavizzare le civiltà che già esistevano oltreoceano.]

gli irlandesi ora beneficiano del privilegio delle persone bianche, mentre gli indiani autoctoni e gli africani no. le persone asiatiche orientali stanno cominciando a sentire il privilegio delle persone bianche negli USA, e questo è un promemoria che la bianchezza non è mai stata determinata dal paese di origine o dal corredo genetico di una persona.

il privilegio bianco spesso si estende a persone non bianche più chiare di pelle che spesso vengono scambiate per bianche. se sei una persona non bianca dalla pelle comparativamente più chiara in compagnia di una persona non bianca dalla pelle comparativamente più scura, ottieni un miglioramento di status sociale a causa dello stereotipo diffuso che fa coincidere l’essere bianchi con l’essere naturalmente e moralmente buoni. il rovescio della medaglia è che se sei una persona bianca con la pelle più scura/olivastra, a volte potresti essere scambiato per una persona non bianca e avere problemi a beneficiare del privilegio bianco.

le persone con privilegio bianco tendono a sentire meno l’impatto delle altre forme di discriminazione che si applicano alle persone non bianche. le donne bianche tendono a essere ascoltate di più rispetto alle donne non bianche, e le persone bianche in condizione di povertà tendono a sperimentare un’ostilità meno diretta rispetto alle donne non bianche salite di rango sociale.

nella cultura occidentale, il privilegio dei bianchi è guardare i mezzi di comunicazione e di rete e vedere di ritorno facce bianche che ti guardano; il privilegio dei bianchi è non capire la disparità che si cela dietro i colori “carne” e “nudo”. il privilegio bianco è non rendersi conto che il termine “caucasico” è in realtà razzista.

altre cose da tenere in considerazione per quanto riguarda il privilegio bianco:
posso accendere la televisione o aprire la prima pagina del giornale e vedere le persone con il mio stesso colore di pelle ampiamente rappresentate;
quando mi viene detto della nostra eredità nazionale o della “civiltà”, mi viene mostrato che le persone del mio colore l’hanno resa quella che è [scordando di menzionare il passato colonialista italiano, e che come si conferma da molte ricerche scientifiche i nostri primi antenati non erano bianchi];
posso entrare in un negozio di musica e contare di trovare rappresentata la musica della mia razza, entrare in un supermercato e trovare il cibo con cui sono cresciuto, posso entrare in un parrucchiere e trovare qualcuno che possa occuparsi dei miei capelli;
sia che io usi assegni, carte di credito o contanti, posso contare sul colore della mia pelle per essere automaticamente percepito come responsabile finanziariamente;
non mi si fa notare che la mia forma, il mio portamento o l’odore del mio corpo saranno presi come un riflesso della mia razza;
posso preoccuparmi del razzismo senza essere visto come egoista o in cerca di attenzioni;
posso arrivare in ritardo a una riunione senza che il ritardo si rifletta sulla mia razza;
posso scegliere un alloggio pubblico senza temere che le persone della mia razza non possano entrare o vengano maltrattate;
non mi viene mai chiesto di parlare a nome di tutte le persone del mio gruppo razziale;
posso essere abbastanza sicuro che se chiedo di parlare con il “responsabile” sarò di fronte a una persona della mia razza;
se un vigile urbano mi ferma o se si verifica la mia dichiarazione dei redditi, posso essere certo di non essere stato scelto/isolato a causa della mia razza;
posso comprare poster, cartoline, libri illustrati, biglietti di auguri, bambole, giocattoli e riviste per bambini che rappresentano persone della mia razza;
posso scegliere fodere per macchie o bende di color “carne” e averle più o meno intonate alla mia pelle;
posso fare bene in una situazione difficile senza essere considerato meritevole per la mia razza;
posso entrare in una classe e sapere che non sarò l’unico membro della mia razza;
posso iscrivermi a un corso all’università ed essere sicuro che la maggior parte dei miei professori sarà della mia razza;
posso usare dialetti e inflessioni vernacolari insieme alla lingua statale senza che mi si chieda: da quanto tempo sei in italia?

attenzione: i concetti di razza ed etnia non tengono conto della pessima percezione che in europa e nello specifico in italia viene dato a queste etichette quando sono incarnate da persone non bianche o che non parlano correttamente la lingua nazionale.
qui un piccolo approfondimento sul concetto di razza, e in più la definizione di razza nella Treccani; da questo collegamento si può arrivare anche ad un approfondimento sul concetto di etnia.

PRIVILEGIO MASCHILE

il privilegio maschile – storicamente – è uno squilibrio sistematico di potere tra uomini e donne che conferisce agli uomini più potere e prestigio rispetto alle donne [e rispetto agli altri generi, perché sappi che il binarismo di genere è stato smontato in teoria e in pratica decenni fa, solo che non se ne parla mai sui mezzi di comunicazione che hanno più visibilità]. il privilegio maschile dunque è radicato nel costrutto sociale del patriarcato, per il quale “la proprietà e la ricchezza venivano tramandate attraverso la linea del patriarca, o padre … e al fine di garantire un legittimo erede, la sessualità della donna [cis] doveva essere controllata. questo è il motivo per cui è diventato così importante per una donna [cis] essere vergine prima del matrimonio”. [e anche sul concetto di verginità la scienza avrebbe due o tre cosette da ridire].

se sei uomo o ti è stato assegnato il genere maschile alla nascita, ti viene concesso il privilegio maschile. alcuni aspetti del privilegio maschile si estendono a persone che si identificano come, o vengono scambiate per, uomini e persone che si presentano come maschili.

il privilegio maschile è essere il centro demografico della maggior parte dei media, indipendentemente dalla percentuale di donne; avere privilegio maschile vuol dire un’assistenza sanitaria eccellente perché “nel secolo scorso, i farmaci approvati e immessi sul mercato sono stati testati solo su cellule maschili e animali maschi, e gli studi clinici sull’uomo sono stati eseguiti quasi esclusivamente, appunto, su uomini. [il privilegio maschile, aggiungo, è l’uso grammaticale del maschile plurale per riferirsi a un nutrito gruppo eterogeneo di persone di generi vari.]

il privilegio maschile è anche molto sottile. vuol dire che ci viene data più influenza e autorità rispetto a coetane* di altri generi. è incorporato nell’idea di maschile che alcuni tratti, come la forza e l’aggressività, dovrebbero essere supervalutati rispetto a tratti considerati femminili, come la pazienza e la compassione. [guardandola da un altro punto di vista è che il femminismo, almeno quello intersezionale, a differenza di quanto vogliano far credere i seguaci del patriarcato, fa del bene anche agli uomini cis.]

altri aspetti da tenere in considerazione:

le mie probabilità di essere assunto per un lavoro, quando sono in competizione con candidati donne, sono probabilmente distorte a mio favore. più prestigioso è il lavoro, maggiori sono le probabilità distorte a mio favore;
posso essere sicuro che i miei colleghi non penseranno che ho ottenuto il mio lavoro a causa del mio genere, anche se potrebbe essere vero;
se non vengo mai promosso, non è a causa del mio genere;
se fallisco nel mio lavoro o nella mia carriera, posso essere certo che questo non sarà visto come un segno contro le capacità del genere cui appartengo;
ho molte meno probabilità di subire molestie sessuali sul lavoro rispetto alle mie colleghe;
se svolgo lo stesso compito di una donna, e se la misurazione è soggettiva, è probabile che le persone pensino che ho fatto un lavoro migliore;
se sono un adolescente o un adulto e se posso stare fuori di prigione, le mie probabilità di essere violentato sono relativamente basse;
in media, ho paura di camminare da solo dopo il tramonto negli spazi pubblici molto meno rispetto alle mie controparti femminili e di altri generi;
se scelgo di non avere figli, la mia mascolinità non sarà messa in discussione;
se ho figli ma non fornisco loro cure primarie, la mia mascolinità non sarà messa in discussione;
se ho figli e fornisco loro cure primarie, sarò elogiato per la genitorialità straordinaria anche se sarò marginalmente competente;
se ho figli e una carriera, nessuno penserà che sono egoista per non restare a casa;
se cerco una carica politica, il mio rapporto con i miei figli, o chi assumo per prendersi cura di loro, probabilmente non sarà esaminato dalla stampa;
i miei rappresentanti politici sono per lo più persone del mio sesso. più prestigiosa e potente è la posizione eletta, più questo è vero;
quando chiedo di vedere “la persona responsabile”, è probabile che affronterò una persona del mio genere. più la persona è in alto nell’organizzazione, più posso esserne sicuro;
da bambino, è probabile che fossi incoraggiato a essere più attivo ed estroverso delle mie sorelle;
da bambino, potevo scegliere tra una varietà pressoché infinita di rappresentazioni multimediali per bambini con eroi positivi, attivi e non stereotipati del mio stesso genere. i protagonisti di genere maschile erano (e sono) lo standard;
da bambino, è probabile che ricevevo più attenzione da parte dell’insegnante rispetto alle ragazze che alzavano le mani altrettanto spesso;
se la mia giornata, settimana o anno sta andando male, non ho bisogno di chiedermi a ogni episodio o situazione negativa se ci sono o no sfumature sessiste;
posso accendere la televisione o dare un’occhiata alla prima pagina del giornale e vedere persone del mio genere ampiamente rappresentate;
se sono incurante dei miei affari finanziari, non verrà attribuito al mio genere;
se sono incurante della mia guida, ciò non sarà attribuito al mio genere; [eppure i maschi cis sono statisticamente i più pericolosi alla guida];
posso parlare in pubblico a un gruppo numeroso senza mettere sotto processo il mio genere;
anche se vado a letto con molte persone (nello specifico donne cis), non c’è alcuna possibilità che venga seriamente etichettato da molte persone come “troia”, né c’è una controparte maschile di “puttana”;
non verrò giudicato nella mia professione per il fatto di andare a letto con molte persone;
non devo preoccuparmi del fatto che il mio modo di vestire coincida col consenso a essere sessualmente disponibile [anche perché nessun modo di vestire significa che sono sessualmente disponibile alle voglie altrui. ma qui ci sarebbe da spendere molti altri discorsi sulla parola CONSENSO];
il regime di cura fisica che ci si aspetta da me è relativamente economico e richiede poco tempo;
se compro un’auto nuova, è probabile che mi venga offerto un prezzo migliore rispetto a una donna che acquista la stessa auto;
se non sono convenzionalmente attraente, gli svantaggi sono relativamente piccoli e facili da ignorare;
posso parlare a volce alta o essere aggressivo senza timore di essere chiamato isterico;
posso chiedere protezione legale dalla violenza che accade principalmente agli uomini senza essere visto come portatore di un interesse speciale egoistico, poiché quel tipo di violenza è chiamato “crimine” ed è una preoccupazione sociale generale. [la violenza che colpisce le donne è chiamata femminicidio perché è una questione di squilibri di potere: in sostanza il maschio non accetta l’autodeterminazione femminile. statisticamente il femminicidio è agito nel circolo stretto di conoscenze della donna ed è [giustamente] vista come una questione di interesse particolare, per non parlare della violenza agita sulle donne transgender];
posso essere certo che il linguaggio ordinario della vita quotidiana includerà sempre il mio genere. “tutti gli uomini sono creati uguali” – per indicare l’intera umanità;
la mia capacità di prendere decisioni importanti e le mie capacità in generale non saranno mai messe in dubbio a seconda del momento del mese;
non ci si aspetta mai che cambi il mio cognome al momento del matrimonio o che mi venga chiesto se non cambio il mio nome;
la decisione di assumermi non sarà basata su supposizioni sulla possibilità o meno di scegliere di avere una famiglia;
ogni grande religione del mondo è guidata principalmente da persone del mio sesso. [persino la divinità principale, nelle religioni maggioritarie, è rappresentata come maschio];
la maggior parte delle religioni principali sostiene che dovrei essere il capo della mia famiglia, mentre mia moglie e i miei figli dovrebbero essere sottomessi a me;
se ho una moglie o una fidanzata convivente, è probabile che divideremo le faccende domestiche in modo che lei faccia la maggior parte del lavoro, e in particolare i compiti più ripetitivi e non gratificanti;
se ho figli/e con la mia fidanzata o moglie, posso aspettarmi che lei si occupi della maggior parte delle cure di base come il cambio dei pannolini e l’alimentazione;
se ho figli con mia moglie o la mia fidanzata, e si scopre che uno di noi deve fare sacrifici di carriera per crescere i figli, è probabile che entrambi presumeremo che la carriera sacrificata dovrebbe essere la sua;
supponendo che io sia eterosessuale: riviste, cartelloni pubblicitari, televisione, film, pornografia e praticamente tutti i media sono pieni di immagini di donne vestite in modo succinto intese a fare appello a me sessualmente. immagini di uomini svestiti così esistono, ma sono più rare;
in generale, sono molto meno sotto pressione riguardo al fatto di essere magro rispetto alle mie controparti femminili;
se sono grasso, probabilmente subisco meno conseguenze sociali ed economiche per essere grasso rispetto alle donne grasse;
se sono eterosessuale, è incredibilmente improbabile che verrò mai picchiato da un coniuge o da un amante;
perfetti estranei generalmente non vengono da me per strada e mi dicono di “sorridere” per compiacerli;
le molestie sessuali per strada non mi accadono praticamente mai. non ho bisogno di pianificare i miei movimenti negli spazi pubblici per evitare di essere molestato sessualmente o per mitigare le molestie sessuali;
in media non vengo interrotto dalle donne così spesso come le donne vengono interrotte dagli uomini;
ho il privilegio di non essere a conoscenza del mio privilegio in quanto maschio;

PRIVILEGIO CIS

un’identità cisgender è quando il genere che ti hanno assegnato alla nascita e che rimane sul certificato anagrafico (una complessa combinazione di fattori biologici) corrisponde al genere in cui ti identifichi (una percezione neurale del tuo essere).

il privilegio cisgenere è identificarsi in un genere (uomo o donna, se teniamo conto del binarismo] che è in relazione diretta con la tua anatomia sessuale (maschio, femmina, sempre tenendo conto del binarismo di genere] al punto che per te sesso e genere sono termini intercambiabili. per approfondire leggi il significato esteso di cisessualità.

l’identità transgender è un termine ombrello per chiunque la cui esperienza interiore di genere non corrisponda al sesso assegnato alla nascita (normalmente in base ai caratteri sessuali primari e secondari). il genere è uno spettro e le persone che rientrano nell’ombrello transgender includono, ma non sono limitate a, uomini trans, donne trans, non binarie, genderqueer, genderfluid, bigender, agender e androgine. per altre informazioni sui generi ci sono risorse come questa o una ricerca sui browser come google, quindi l’ignoranza, per te che hai accesso alla rete non è MAI giustificata.

inoltre, se una persona nasce intersessuale, il sesso e il genere non sono mai concetti intercambiabili. spesso, genitori e medici assegnano alle persone intersessuali coercitivamente il genere maschile o femminile, il che si traduce subito in interventi chirurgici irreversibili e un’infanzia di terapia ormonale forzata. guarda questi quattro individui parlare delle loro esperienze di crescita intersessuale. una persona transgender o intersessuale a volte può beneficiare del privilegio cisgender, ma questo di solito è basato sull’aspetto e dipende dalle circostanze. nelle culture in cui sono riconosciuti più di due sessi, il privilegio cisgender è meno prominente [per esempio]

se sei cisgender, ci sono buone probabilità che tu non abbia mai pensato ai seguenti punti (o alla tua identità cisgender):
puoi usare i bagni pubblici senza timore di abusi verbali, intimidazioni fisiche o arresti;
puoi utilizzare le strutture pubbliche come gli spogliatoi della palestra e gli spogliatoi dei negozi senza sguardi, paura o ansia;
gli estranei non presumono di poterti chiedere come sono i tuoi genitali e come fai sesso;
la tua validità come uomo / donna / essere umano non si basa su quanti interventi chirurgici hai subito o quanto bene “passi” come non transgender;
puoi camminare per il mondo e generalmente mimetizzarti, senza essere costantemente fissato, senza sussurri, senza venire additato o deriso a causa della tua espressione di genere;
puoi accedere a spazi esclusivi di genere (ad esempio, uno spazio o un’attività per donne) e non essere escluso a causa del tuo essere trans;
gli estranei ti chiamano con il nome che fornisci e non ti chiedono quale sia il tuo “vero nome” (nome di nascita) e poi presumono di avere il diritto di chiamarti con quel nome;
puoi ragionevolmente presumere che la tua capacità di acquisire un lavoro, affittare un appartamento o ottenere un prestito non sarà negata sulla base della tua identità o espressione di genere;
puoi flirtare, impegnarti in un corteggiamento o formare una relazione e non temere che il tuo statuto biologico possa essere motivo di rifiuto o attacco, né farà sì che il partner metta in dubbio il proprio orientamento sessuale;
se finisci al pronto soccorso, non devi preoccuparti che il tuo sesso ti impedirà di ricevere cure adeguate o che tutti i tuoi problemi medici saranno visti come risultato del tuo genere;
la tua identità non è stata formalmente considerata una patologia mentale (fino al 2013: “disturbo dell’identità di genere” nel DSM IV) dalle istituzioni psicologiche e mediche, e patologizzata dal pubblico;
non devi preoccuparti di essere collocato in una struttura di detenzione, o in una prigione che è incongruente con la tua identità;
non devi preoccuparti di essere profilato per strada come prostituta a causa della tua espressione di genere;
non è necessario farti sottoporre a una valutazione psicologica approfondita per ricevere cure mediche di base;
non devi difendere il tuo diritto di far parte del “queer” (o della comunità queer), e gay e lesbiche non cercheranno di escluderti dal “loro” movimento per la parità dei diritti a causa della tua identità di genere (o di qualsiasi movimento per la parità, compresi i diritti femministi);
se vieni ucciso (o è stato commesso un crimine contro di te), la tua espressione di genere non sarà usata come giustificazione per il tuo omicidio (“panico gay”), né come motivo per coccolare gli autori del crimine;
puoi facilmente trovare modelli di comportamento e ruoli sociali da emulare che condividono la tua identità di genere;
hollywood rappresenta accuratamente le persone del tuo genere nei film e in televisione, senza usare la tua identità di genere come token in una trama drammatica o nella battuta finale di una barzelletta;
puoi presumere che tutte le persone che incontri capiranno la tua identità di genere e non penseranno che sei confuso, fuorviato o destinato all’inferno quando glielo rivelerai;
puoi acquistare abiti che corrispondono alla tua identità di genere senza che ti venga rifiutato il servizio, senza essere deriso dal personale o interrogato sui tuoi genitali;
puoi acquistare scarpe che si adattano alla tua espressione di genere senza doverle ordinare in taglie speciali o chiedere a qualcuno di personalizzarle;
nessun estraneo che controlla la tua carta d’identità o la tua patente di guida ti insulterà o ti fisserà con lo sguardo perché il tuo nome o il tuo sesso non corrispondono al genere che credono tu sia;
puoi ragionevolmente presumere che non ti verranno negati i servizi in un ospedale, banca o altro istituto perché il personale non crede che l’indicatore di genere sulla tua carta d’identità corrisponda alla tua identità di genere;
il tuo genere è presente come opzione sui moduli da compilare;
puoi spuntare una casella su un modulo senza che qualcuno sia in disaccordo e ti dica di non mentire;
non devi aver paura delle interazioni con gli agenti di polizia a causa della tua identità di genere;
puoi andare dovunque con gli amici per capriccio sapendo che lì ci saranno bagni che puoi usare;
non devi convincere i tuoi genitori del tuo vero genere e/o devi guadagnarti di nuovo l’amore e il rispetto dei tuoi genitori e dei tuoi parenti a causa della tua identità di genere;
non devi ricordare ripetutamente alla tua famiglia allargata di usare pronomi di genere appropriati (ad esempio, dopo interventi);
non devi avere a che fare con vecchie fotografie che non riflettono chi sei veramente;
se esci con qualcuno, sai che non sta solo cercando di soddisfare una curiosità o un capriccio relativo alla tua identità di genere (ad esempio, la “novità” di fare sesso con una persona trans);
puoi fingere che anatomia e genere siano irrevocabilmente intrecciati quando parli di “parti maschili e femminili” con i bambini, invece di dover spiegare l’effettiva complessità del problema.

PRIVILEGIO ETEROSESSUALE

la definizione di “eterosessuale” è nata nel ventesimo secolo come un modo per gli psichiatri di separare il comportamento sessuale “normale” da quello “deviante”. Jonathan Ned Katz, uno storico della sessualità, sostiene: “contrariamente alla bio-credenza odierna, le tendenze eterosessuale/omosessuale non sono in natura [invece a quanto pare si ritrovano ampiamente, come la scienza ha dimostrato], ma è socialmente costruito, quindi decostruibile”.

nel 1948, la scala Kinsey è stata sviluppata per affrontare la realtà che la sessualità è, in effetti, un continuum fluido – introducendo il concetto di bisessualità. più recentemente, la scala di attrazione rosso-viola si basa sulla scala Kinsey includendo lo spettro compreso tra asessualità e ipersessualità. entrambe le scale funzionano partendo dal presupposto che ti piacciono alcune variazioni dello stesso sesso o opposto (vedi: privilegio cisgender). le persone possono anche identificarsi come pansessual*, queer o scoliosessual*.
è sempre bene distinguere l’orientamento sessuale e romantico dall’identità di genere, e il fatto che non vanno a braccetto. ci sono molti siti su internet che ne parlano, per esempio: Gayly Planet, io sono minoranza, e per i curiosi un lessico dell’attrazione romantica e un po’ di terminologia, ovviamente non esaustiva.

il privilegio eterosessuale è concesso alle persone che cercano, o sono in, relazioni con persone del genere opposto [rimanendo nel binarismo maschile-femminile], indipendentemente da dove finiscono sulla scala Kinsey (spesso fino al punto della cancellazione dell’orientamento bisessuale). il privilegio a volte può estendersi a uomini e donne transessuali attratti dal genere opposto.

Il privilegio eterosessuale è vedere il tuo orientamento dominare i mezzi di comunicazione, dal cinema alla letteratura. non devi lottare per il diritto di amare un’altra persona perché amici, famiglia, religioni o governi ritengono che il tuo orientamento sia “sbagliato”, “non reale” o “peccaminoso”.

altri tipi di privilegio sociale da tenere in considerazione:

privilegio di classe economica medio-alta: l’autodeterminazione non si trova nel portafoglio;
privilegio di gioventù: perché le persone anziane non sono incapaci
privilegio di peso corporeo: perché insultare le persone per il loro peso o dir loro che pesano troppo o troppo poco non aiuta nessuno;
privilegio neurotipicità: perché le persone autistiche e neurodivergenti possono prendersi cura di se stesse;
privilegio abilità: perché le persone con disabilità non hanno scelto di esserlo;
privilegio monogamia: perché la coppia (preferibilmente uomo cis e donna cis) è la rappresentazione di relazione/famiglia che maggiormente viene rappresentata in televisione, sui social network e in genere dai mezzi d’informazione comuni. ma esistono anche le non monogamie etiche, per esempio.

fine della dissertazione, attendo riscontri.